Borgone – ROCCA PENNA

Accesso:
Arrivati al centro di Borgone, dalla SS25 attraversare il passaggio a livello della ferrovia in prossimità del Cafè Lumière e risalire quindi per via Florio Benvenuto.
Salendo per la strada lastricata si vede un segnale che indica la palestra di roccia CASTLAS. Girare quindi a DX (via Chiantusello).
Dopo un primo tornante stretto a sinistra la strada curva a destra ripida per poi spianare una decina di metri dopo. Qui si trova il primo parcheggio (parcheggiare nelle strisce bianche a destra se possibile).

Prendere la stradina stretta che sale direttamente. Seguirla superando un parcheggio a pettine che si apre sulla sinistra (possibilità di parcheggiare anche qua). Continuare fino alla fine dell’asfalto, davanti ad una casa. Tenere la destra e, passata la casa, svoltare sulla mulattiera che comincia subito dopo sulla sinistra. Seguire la mulattiera (ignorando ogni svolta) sempre salendo nel basso bosco fino alla base della parete. 20 minuti a seconda di dove si lascia l’auto.

Continuando pochi metri sulla mulattiera si apre il settore trad (Ovest/Sud-Ovest), con la traccia sulla destra si percorre la cengia alla base della area sportiva (Sud).

Note tecniche:
Scalata sul tipico gneis granitoide della zona con ottima esposizione. Chiaramente da evitare in giornate calde. Perfetta invece nelle giornate invernali o di media stagione.

🌞 Esposizione: Sud e Ovest

💧Umidità: bassa, asciuga in fretta.

🌪 Vento: esposta

🏕 Base e avvicinamento: comoda

Descrizione falesia:
Rocca Penna è uno dei luoghi storici dell’arrampicata in Val di Susa, caratterizzata da solidissimo gneis granitoide con grane differenti a seconda degli itinerari. Data la direzione delle vene, la roccia è generalmente meno compatta sul lato ad Ovest (Area Trad) dove predominano diedri obliqui, fessure e lame. Il lato sud (Area Sportiva) è il regno dei muri verticali a tacche e delle placche, anche se qualche fessura di certo non manca.
Attualmente per chi vuole scalare trad ci sono due opzioni: gli itinerari dell’Area Trad, o le salite green-point nell’Area Sportiva. Le linee del settore trad non presentano spit di passaggio (esclusivamente le soste) ma di tanto in tanto si incontrano qualche vecchio chiodo e qualche cuneo di legno, lasciati per memoria storica del luogo. Alcuni itinerari del settore sportivo si prestano chiaramente invece alla salita green-point e restano degli assoluti must, soprattutto per i fessuristi, come per esempio “Ursus”, “El Topo” o il “Diedro della Dulfer”.

Inoltre, Rocca Penna si trova a 15/20 minuti dalla falesia IL LIBRO, falesia sportiva molto esigente, con alcune linee scalabili trad. Non distante c’è anche la falesia dell’ORSO SACRO, di recente valorizzazione.

ITINERARI AREA TRAD

Descrizione itinerari AREA TRAD:
Da destra a sinistra (salendo).

1) Micro – Mega   6C R3, 30m
Materiale consigliato : valutare il materiale con una ispezione, sicuramente micro protezioni tra nut e micro-friend.
Descrizione : Comincia in comune con “L’improvvisazione”, superando la strozzatura strapiombante all’ingresso del diedro. Poi segue una serie di scaglie dirette sullo strapiombo a destra del diedro. Ribaltarsi sulla placca fessurata superiore e salirla fino in sosta (sulla destra). Linea per professionisti data la qualità delle protezioni e la continuità delle difficoltà, si consiglia una ispezione dall’alto (salendo il primo diedro).

2) L’improvvisazione
Vecchia via firmata Grassi, che segue logicamente il primo grande diedro dell’area trad, da destra a sinistra e prosegue con un secondo diedro più tecnico fino alla fine delle difficoltà.

L1   6A R1, 35m
Materiale consigliato : doppia serie dalle #0.3 al #3, nut, slunghi per evitare attriti.
Descrizione : Tiro lungo e godibile (eventualmente monotiro) che inizia sulla grande placca facile. Un breve strapiombo dà accesso al grande diedro che caratterizza il tiro. Superare il cuneo incastrato e prendere la fessura di fondo del diedro verso sinistra e seguirla per intero. Un paio di chiodi fanno comodo in un tratto meno proteggibile.

L2   6B/+ R1, 15m
Materiale consigliato : materiale del tiro precedente, aggiungere un #4.
Descrizione : Superare a sinistra un blocco che ripara una comoda cengia alla base del diedro di uscita (è possibile costruire una sosta trad qui arrivando direttamente da L1, per evitare la sosta a spit del primo tiro scomoda per assicurare). Seguire il diedro esposto e fisico su incastri di mano e pugno su piedi effimeri fino alla cengia finale poco sopra, molto bello. Sosta di calata (30m nel vuoto fino a terra).

3) Nuova Ossessione   6A+ R1, 30m
Materiale consigliato : doppia serie dal #0.3 al #2, nut, slunghi per evitare attriti.
Descrizione : Attacco facile sulla placca in diagonale verso sinistra. Seguire lo strapiombo fessurato ancora verso sinistra su buoni incastri con una sequenza fisica fino ad un ottimo riposo. Qui non farsi tentare dal diedro a sinistra che porterebbe alla sosta di “Universi paralleli”, ma seguire il fessurino verticale sopra il riposo. Il ribaltamento è il passo chiave del tiro (6a+ stretto da parte degli apritori), poi facilmente in sosta (sulla destra in comune con “L’improvvisazione”).

4) Universi paralleli   6A R1+, 20m
Materiale consigliato : singola serie fino all’#2, nut.
Descrizione : Attaccare la placca fessurata a sinistra di “Nuova ossessione” puntando ad un diedro/placca sulla sinistra (chiodo), ribaltarsi con passo obbligatorio nel diedro superiore e seguirlo ancora (chiodo) verso sinistra fino alla sosta. Originariamente questo tiro era una variante del diedro de “L’improvvisazione”, siccome volendo si può continuare su terreno facile dalla sosta (passando un cespuglio di edera) per ricongiungersi al secondo tiro.

5) Occhio alla penna   5+ R1, 15m
Materiale consigliato : singola dallo #0.3 al #2.
Descrizione : Corto diedro di scaldo, o buon test per chi inizia a proteggersi. Gli ultimi movimenti sotto la sosta sono un poco più aerei.

6) Variante #1 (Occhio ad improvvisare)   6B R1, 25m
Materiale consigliato : singoli #0.3, #0.4, doppia serie dallo #0.5 al #3, e un #4.
Descrizione: Si può scalare il diedro sospeso del secondo tiro de “L’Improvvisazione” partendo da “Occhio alla penna”. Seguire inizialmente il diedro appoggiato, poi, prima della sosta, tenere la destra su una facile e divertente fessura di mano appoggiata che porta direttamente al terrazzo alla base del diedro finale. Combinazione molto consigliata, che semplifica la gestione delle soste!

7) New trad generation   6B R3, 25m 
Materiale consigliato : Serie di micro-friend e nut per il fessurino, rinvii per i chiodi in alto.
Descrizione : Linea per cuori forti. Attaccare il fessurino irregolare che taglia la placca a destra del diedrone degli oppressi. Con piazzamenti limitati e scalata tecnica, ricongiungersi a metà del camino obliquo proseguendo poi in comune fino in sosta. Valutare una ispezione dall’alto seguendo la “Via degli oppressi”.

8) Via degli oppressi   6A R2, 25m
Materiale consigliato :
Descrizione : Linea del tutto particolare, un viaggio che mette insieme face climbing, speleologia e che richiede una discreta dose di ingaggio. Salire l’ovvio diedro fessurato fino all’inizio del camino obliquo. Strisciare nel camino con poche possibilità di protezione, seguendolo fino in cima al grande blocco/piramide che costituisce il lato destro del diedro. Dalla sua cima “uscire” e puntare ad un vago diedro con chiodi (valutare, integrabili con nut piccoli), che conduce in sosta poco sopra.

9) ISI   6B R1, 25m
Materiale consigliato : doppia serie dallo #0.4 al #2.
Descrizione : La più riconoscibile del settore, portare un amico con macchina foto da appendere in sosta. Dopo uno zoccolo iniziale facile si seguono i primi metri in fessura verso sinistra con incastri di mano. Segue la parte dura, in cui la fessura torna verso destra e si stringe fino alla grotta sotto ai blocchi (occhio a non smuovere materiale). Ancora un passaggio particolare porta alla sosta sotto all’ultimo tetto.

10) Variante “Fat Fingers”   6C+ R1+, 30m
Materiale consigliato : doppia serie dallo #0.3 al #2, un #4, nut.
Descrizione : Si tratta del collegamento che segue la prima parte di ISI (fino a sotto i grandi blocchi) e finisce sul segreto di Pulcinella. Dopo aver scalato la fessura ad angolo di ISI, puntare al blocco/tetto centrale da cui si esce direttamente seguendo una esile fessura a incastri di dita.

11) Il segreto di Pulcinella   6B+ R2, 30m
Materiale consigliato : doppia serie dallo #0.3 al #3, un #4.
Descrizione : Linea evidente e fisica perchè il muro è leggermente aggettante. Salire i primi metri facili (come per ISI), fino all’attacco della fessura. Buoni incastri fino a sotto la nicchia centrale, da dove inizia la parte più dura: ribaltamento e poi sequenza sui blocchi incastrati. Segue una sezione facile in camino che dà accesso al diedro finale con fessura di fondo larga (tenere un #4 per il diedro superiore!). Fare attenzione alle lastre instabili sparse più o meno lungo tutto il tiro, se si scala con tatto non c’è problema.

Annotazioni generali in merito ai tiri dell’Area Trad:
Utili due serie di friends o per lo meno raddoppiare i medi/medio grandi. Gradi abbastanza in linea con quelli che si possono trovare in Valle Orco.

ITINERARI SCALABILI TRAD / GREEN-POINT NELL'AREA SPORTIVA

Descrizione itinerari AREA SPORTIVA:
Da sinistra a destra (salendo).

1) Primo diedro
E’ la storica linea che percorre il primo grande diedro inclinato della rocca, proprio dove il sentiero raggiunge la parete. Nonostante sia spesso scalato come monotiro, merita completarne la salita, al prezzo di una singola calata in doppia (corde da 60m).

L1   5+ R1+/2, 28m
Materiale consigliato : doppia serie dal #2 ai micro e nut medio piccoli. Facoltativo un #3 e volendo dei ball-nut.
Descrizione : Diedro tecnico e non banale da proteggere nella prima parte, mentre la seconda parte più semplice sia come scalata che come proteggibilità. Prestare però attenzione dove si mettono le protezioni, nella parte alta, dato che in un paio di punti le grosse lame potrebbero essere delicate.

L2   5 R1, 25m
Materiale consigliato : sufficiente il materiale per L1.
Descrizione : Fessura facile da proteggere e divertente da scalare considerato il grado.

2) Ursus 6C+ R2, 20m
Materiale consigliato : una serie completa dallo #0.3 al #3 raddoppiando #0.5 e #0.75, #4 facoltativo.
Descrizione: Uno dei tiri di riferimento per la scalata in fessura in Val di Susa. Linea strapiombante prima e tecnica dopo, con i primi metri in placca non proteggibili (si consiglia di partire leggermente a destra dei primi due fittoni già posti in posto. Se si passano i primi fittoni fino alla fessura, il tiro torna ad essere R1… ma sarebbe ancora buono?). La linea incrocia il “Secondo diedro” nei primi metri.

3) Secondo diedro (L1 + L2) 6A R2, 34m
Materiale consigliato : doppia serie dai micro al #2, un #3. Nuts piccoli (Utili anche ball-nut).
Descrizione : Linea stupenda, lunga e molto continua nell’impegno, grado severo. Come suggerisce il nome, la via segue il secondo diedro obliquo della parete. Questa relazione consiglia come salita green-point, il concatenamento dei primi due tiri (ignorare sosta a fittoni a sinistra dopo pochi metri), siccome l’originale terzo tiro è proteggibile solo nella prima parte. È comunque possibile salirlo eventualmente usando i fittoni per completare comunque la salita della via. La prima parte, decisamente tecnica, percorre un diedro obliquo proteggibile con materiale piccolo, poi si verticalizza e si raggiunge un piccolo tetto fessurato che di percorre fino all’uscita a sinistra. Usciti da questa prima parte seguire la linea dei fittoni, che cambia in pratica fessura imboccandone una a sinistra, risalire, quindi, per un’altra dozzina di metri, un sistema di grosse lame fessurate fino in sosta. Se si sale per il monotiro, necessaria una corda da 70m minimo e si consiglia di smontare il materiale risalendo da secondi, dato che la verticale di calata dista decisamente molto distante dalla linea di salita. Slungare molto le protezioni nella parte del tetto ed anche la prima protezione che si mette in uscita per evitare fastidiosi attriti.

4) Combinazione #2 6B+ R1, 30m
Materiale consigliato : una serie completa dallo #0.3 al #3 raddoppiando dallo #0.5 al #0.75. #4 e/o #5 facoltativo.
Descrizione : si scala il primo tiro di “Terzo Diedro”, passando alla sinistra dell’albero, quindi si traversa a decisamente a sinistra verso la parte alta di “Ursus” (la parte tecnica sotto la catena). Una volta superato il passaggio, anziché usare la catena resinata di “Ursus” si prosegue dritti seguendo l’evidente fessura fino ad un’altra catena più in alto.

5) Terzo diedro
Più corto rispetto al Primo diedro ed al Secondo diedro, ma assolutamente da non sottovalutare. Anche qui il grado può essere percepito stretto.

L1   6A R1+, 16m
Materiale consigliato: una serie dai micro fino al #3 e/o #4 e/o #5 raddoppiando i piccoli.
Descrizione : La prima parte si protegge con materiale piccolo fino al tetto dove si piazza una protezione grande (#3 o #4 o #5, a seconda di quanto esterno si piazza la protezione) prima di uscire.
Slungare generosamente le protezioni di questa prima parte per evitare troppo attrito dopo.
Uscita tecnica sempre con piedi in spalmo ma ottima fessura proteggibile con protezioni fino al #2. Sosta L1 posta oltre un evidente alberello.

L2   5 R1, 20m
Materiale consigliato: una serie dai dalo #0.3 al #2 raddoppiando i medi.
Descrizione : Linea logica che, partendo da S1, segue una evidente fessura che nella parte centrale del tiro è ostruita per un metro da un ciuffo di rovi che però si possono facilmente aggirare passando leggermente a DX. Per quanto leggermente sporca in alcuni punti per il minor numero di passaggi, questo tiro ha una roccia con un grip davvero ottimo. Sosta alla stessa altezza della sosta del “Diedro della Dulfer”, ma si consiglia comunque di spezzare la calata per il rischio di incastro corde nell’albero all’altezza di S1.

6) Diedro della dulfer 5+ R1, 35m
Materiale consigliato: Una serie completa dallo #0.3 al #3 raddoppiando i medi. Essendo però il tiro molto lungo, se si protegge molto si consiglia doppia serie.
Descrizione : Linea super estetica e continua, facilmente proteggibile dall’inizio alla fine. In base alle relazioni si può trovare che L1 sia in comune con “Cristalli di roccia” (tiro sulla placca a sinistra), ma in realtà la direzione di chiodatura porta dritti al secondo alberello, più grande, dove si trova la S1. Ultimi metri di lettura non immediata su grosse lame aggettanti. Se si usa la corda da 60m, o si spezza la calata, con la sosta di “Cristalli di Roccia”, oppure si chiude il tiro direttamente alla cengia (in questo caso passando sotto al ginepro!).

7) El topo 6B R1+, 28m
Materiale consigliato : una serie dallo 0.2 al 3. Volendo raddoppiare dallo 0.75 al 2. Facoltativi nut piccoli per la parte iniziale.
Descrizione : Diedro/camino molto estetico e più impressionante a vedersi che a scalarsi, ma che richiede una discreta confidenza su granito. Attacco un po’ disturbato dalla vegetazione su una facile placca non proteggibile che porta all’attacco del camino. Affrontarlo stando più esterni possibile in modo da non forzare un grande blocco incastrato sul fondo (prestare molta attenzione anche ad una grossa scaglia sulla faccia sinistra all’ingresso). Il camino si stringe in alto costringendo a uscire e l’ultimo terzo di tiro è su fantastici incastri fino in sosta (sulla destra, non fermarsi alla prima sulla placca a sinistra che è della via “Ammutinati del Bounty”).

8) Spigolo Vareno
È la linea più a destra della parete, attacca dalla cengia rampa dopo il camino di “El Topo”. Offre un primo tiro “di avvicinamento”, per poi proseguire sullo spigolo della parete con arrampicata entusiasmante. Il terzo tiro invece, passa su una placca improteggibile, per cui o ci si cala alla sosta del secondo, o si continua a spit.

L1   4+ R1+, 28m
Materiale consigliato : una serie dallo #0.3 al #3. Raddoppiare i medi dallo #0.5 all’#1. Il materiale vale per entrambi i tiri (si sconsiglia L1 come monotiro).
Descrizione : Tiro facile, fattibile proteggendo ma occorre gestire bene gli attriti visto che la linea è un po’ zigzagante. Un primo salto dà accesso ad una zona con arbusti che sale verso destra. Puntare alla placca coi fittoni e attaccarla dalla destra. Sosta a lato della pianta su ottima cengia.

L2   5+/6A R1+, 20m
Materiale consigliato : una serie dallo #0.3 al #3. Raddoppiare i medi dallo #0.5 all’#1.
Descrizione : Secondo tiro stupendo. Salire qualche metro facile per attaccare la evidente fessura appena a sinistra dello spigolo principale della parete. Seguirla con qualche passo non banale fino ad un piccolo gradino orizzontale che consente di spostarsi un metro a sinistra e per prendere una fessura parallela. Dopo pochi metri, si incrocia una cornice obliqua che porta alla sosta sulla destra.

Cenni storici ed altre info:
La parte dell’AREA TRAD é di fatto del primo settore trad valsusino sviluppata nel 2010 da Maurizio Oviglia e Paolo Seimandi.

MAPPA del CIT DISTRICT